[IL-DAY] su cosa si fonda l'IL

Gebhardi David David.Gebhardi a unibz.it
Mer 3 Maggio 2017 09:21:31 CEST


Leggendo il primo esempio mi è venuto in mente un articolo che ho letto per prepararmi ad una lezione di IL per Professori delle superiori. L’articolo era di Ilkka Tuomi nell’European Journal of Education, vol. 50.(1) del 2014, intitolato ‘Epistemic Literacy or Clash of Clans’.
L’autore ritiene che: ‘learning to do’ becomes the capability to apply epistemic literacy and critical thinking in productive ways in this diversified world. […]

E quindi, stando a quanto ritiene l’autore, imparare a conoscere richiede la capacità di comprendere come ‘il sapere o la conoscenza’ organizzi non solo la nostra vita individuale, ma anche la nostra vita sociale. Quindi, aiutando il bambino come descritto nel primo esempio, aiutiamo anche a comprendere come si crea la conoscenza o il sapere che a sua volta costituisce la base sociale per l'apprendimento e l'istruzione.

Tornando alla definizione di IL, a mio parere consiste più nel dare aiuto, sostegno, conforto alle persone, studenti, professionisti, ecc. all’interno della nostra (propria) comunità di fornire il supporto necessario per apprendere le conoscenze necessarie per la propria formazione o interesse individuale, basandosi sempre sulla capacità della propria comunità, che siano le capacità tecnologiche, le strategie didattiche, altri fonti di conoscenze ecc. Ricordo anche che promuovere l’utilizzazione della digital Literacy non basta di per sé a garantire una qualità elevata dell’insegnamento e della formazione, si tratta soltanto di uno strumento per un apprendimento migliore.

Non so se ho creato più confusione che altro a trovare un definizione per IL, ma almeno ci ho provato☺

Cordiale saluto,
David

David Gebhardi
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From: Il-day [mailto:il-day-bounces a liste.bibliotecari.it] On Behalf Of Tommaso Paiano
Sent: lunedì 1 maggio 2017 15:07
To: Information Literacy Day 2017 <il-day a liste.bibliotecari.it>
Subject: Re: [IL-DAY] su cosa si fonda l'IL

"o si potrebbe arrivare a pensare che una solida literacy di base di fatto implica fin dall'inizio dei germi di information literacy?" M. Lana.
Si, forse si.

Propongo un paio di esempi pratici su come per diventare "information literate" (cioè, più o meno, alfabetizzati all'uso dell'informazione), è sufficiente "essere nati" e quindi essere stati scaraventati nella società dell'informazione.
Il primo viene da una scuola libertaria dell'infanzia e primaria operativa nelle Marche

 "Un giorno un bambino, che solitamente non ha grande interesse a stare a lezione, è arrivato a scuola con l’idea di voler studiare i buchi neri. Abbiamo quindi preso un’enciclopedia e ci siamo messi a fare questo studio, poi si sono avvicinati anche tutti gli altri e così abbiamo fatto una ricerca insieme, costruendo un minilibro. Il bambino ha ricopiato i disegni e il giorno dopo ha continuato, ha aperto diverse enciclopedie, ha fatto un super lavoro trovando tutti argomenti che si collegavano tra loro a partire dai buchi neri. Vederlo muoversi quasi come un piccolo scienziato ci ha riempito di gioia. Ha imparato molte cose e le ha riprodotte, cioè le ha trasportate in un lavoro suo e così facendo è riuscito a immagazzinare una serie di informazioni esperte, precise, perché di base c’era il suo interesse. L’importante è che tutto ciò sia nato da lui, da una cosa che ha incontrato nelle sua vita quotidiana e che ha voluto approfondire; se quel giorno avessimo respinto la sua proposta perché “questa cosa non è nel programma e oggi dobbiamo fare quest’altro” avremmo perso quel momento magico."
Qui l'intervista completa "La pedagogia del buon senso..."
https://malamente.info/2016/05/09/la-pedagogia-del-buonsenso-alla-scuola-serendipita-di-osimo/

Il secondo è un suggerimento di lettura di un libro del 2009,
Italo Tanoni e Rita Teso, Il curricolo tecnologico : proposte per la scuola dell'infanzia e primo ciclo, Erickson
in cui gli autori propongono una tabella delle competenze per la digital literacy (che a mio avviso, a distanza di otto anni e con la diffusione del digitale mobile, può essere definita information literacy, spostando così l'attenzione dallo strumento digitale al processo informativo tout court).
Le 9 competenze esaminate da un punto di vista tecnologico, cognitivo ed etico, sono: reperire, valutare, conservare, produrre, presentare, scambiare informazioni, comunicare, partecipare a reti, collaborare tramite internet.
Come dicevo più su, qualche punto della tabella va aggiornato, ma mi sembra un buono spunto per riflettere su obiettivi di apprendimento, strategie didattiche, contenuti dell'IL.
Ecco un'anteprima del libro (purtroppo fuori commercio)
http://shop.erickson.it/front4/Image/Products%5CLIBRO_978-88-6137-381-5_Y98_Il-curricolo-tecnologico%5CPdf%5CSFO_978-88-6137-381-5_Il-curricolo-tecnologico.pdf
Ultima considerazione: dovremmo lavorare e riflettere anche su come svincolare i processi di "alfabetizzazione informativa" dal mondo scolastico. Voglio dire che se nelle scuole di ogni ordine e grado, dovrebbe essere naturale ed ovvio fare percorsi di alfabetizzione informativa, un pò meno chiaro è come farli fare al resto del mondo, fuori dalle aule scolastiche.
Un saluto cordiale

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Dr. Tommaso Paiano, Bibliotecario
Membro del Gruppo di studio AIB<http://www.aib.it/struttura/commissioni-e-gruppi/gruppo-literacy/> sull'information literacy
Sistema bibliotecario del Comune di Fano, Opera Coop
Senigallia (AN), 3490515594
tommasopaiano71 a gmail.com<mailto:tommasopaiano71 a gmail.com>


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