[IL-DAY] su cosa si fonda l'IL

Tommaso Paiano tommasopaiano71 a gmail.com
Lun 1 Maggio 2017 15:07:20 CEST


*"o si potrebbe arrivare a pensare che una solida literacy di base di fatto
implica fin dall'inizio dei germi di information literacy?" M. Lana.*

Si, forse si.

Propongo un paio di esempi pratici su come per diventare "information
literate" (cioè, più o meno, alfabetizzati all'uso dell'informazione), è
sufficiente "essere nati" e quindi essere stati scaraventati nella società
dell'informazione.

Il primo viene da una scuola libertaria dell'infanzia e primaria operativa
nelle Marche

 "Un giorno un bambino, che solitamente non ha grande interesse a stare a
lezione, è arrivato a scuola con l’idea di voler studiare i buchi neri.
Abbiamo quindi preso un’enciclopedia e ci siamo messi a fare questo studio,
poi si sono avvicinati anche tutti gli altri e così abbiamo fatto una
ricerca insieme, costruendo un minilibro. Il bambino ha ricopiato i disegni
e il giorno dopo ha continuato, ha aperto diverse enciclopedie, ha fatto un
super lavoro trovando tutti argomenti che si collegavano tra loro a partire
dai buchi neri. Vederlo muoversi quasi come un piccolo scienziato ci ha
riempito di gioia. Ha imparato molte cose e le ha riprodotte, cioè le ha
trasportate in un lavoro suo e così facendo è riuscito a immagazzinare una
serie di informazioni esperte, precise, perché di base c’era il suo
interesse. L’importante è che tutto ciò sia nato da lui, da una cosa che ha
incontrato nelle sua vita quotidiana e che ha voluto approfondire; se quel
giorno avessimo respinto la sua proposta perché “questa cosa non è nel
programma e oggi dobbiamo fare quest’altro” avremmo perso quel momento
magico."
Qui l'intervista completa "La pedagogia del buon senso..."
https://malamente.info/2016/05/09/la-pedagogia-del-buonsenso-alla-scuola-serendipita-di-osimo/


Il secondo è un suggerimento di lettura di un libro del 2009,
Italo Tanoni e Rita Teso,* Il curricolo tecnologico : proposte per la
scuola dell'infanzia e primo ciclo*, Erickson

in cui gli autori propongono una tabella delle competenze per la digital
literacy (che a mio avviso, a distanza di otto anni e con la diffusione del
digitale mobile, può essere definita information literacy, spostando così
l'attenzione dallo strumento digitale al processo informativo tout court).
Le 9 competenze esaminate da un punto di vista tecnologico, cognitivo ed
etico, sono: reperire, valutare, conservare, produrre, presentare,
scambiare informazioni, comunicare, partecipare a reti, collaborare tramite
internet.

Come dicevo più su, qualche punto della tabella va aggiornato, ma mi sembra
un buono spunto per riflettere su obiettivi di apprendimento, strategie
didattiche, contenuti dell'IL.
Ecco un'anteprima del libro (purtroppo fuori commercio)
http://shop.erickson.it/front4/Image/Products%5CLIBRO_978-88-6137-381-5_Y98_Il-curricolo-tecnologico%5CPdf%5CSFO_978-88-6137-381-5_Il-curricolo-tecnologico.pdf

Ultima considerazione: dovremmo lavorare e riflettere anche su come
svincolare i processi di "alfabetizzazione informativa" dal mondo
scolastico. Voglio dire che se nelle scuole di ogni ordine e grado,
dovrebbe essere naturale ed ovvio fare percorsi di alfabetizzione
informativa, un pò meno chiaro è come farli fare al resto del mondo, fuori
dalle aule scolastiche.

Un saluto cordiale

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Dr. Tommaso Paiano, Bibliotecario
Membro del Gruppo di studio AIB
<http://www.aib.it/struttura/commissioni-e-gruppi/gruppo-literacy/>
sull'information literacy
Sistema bibliotecario del Comune di Fano, Opera Coop
Senigallia (AN), 3490515594
tommasopaiano71 a gmail.com
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